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KATHECHON – IL CODICE RATZINGER

databaseitalia 14 Giugno 2022 1660 16 4


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L’istituto del “papa emerito” – giuridicamente – non esiste e, da nove anni, Benedetto XVI ripete: «Il papa è uno solo»… ma non spiega mai quale sia dei due. Nella Declaratio con cui si “dimise” nel febbraio 2013, autorevoli latinisti individuarono subito errori e imperfezioni di sintassi, ma papa Ratzinger ha affermato, tre anni dopo: «Ho scritto la Declaratio in latino per non commettere errori». Possibile che tutte queste stranezze provengano da un teologo coltissimo e adamantino, nonché raffinato latinista? E se davvero papa Benedetto avesse voluto abdicare, perché continuare a vivere in Vaticano, vestendo la talare bianca, conservando il nome pontificale e altre prerogative da pontefice regnante? Dopo due anni di inchiesta, pazientemente svolta dallo storico dell’arte e giornalista Andrea Cionci in più di 200 articoli sulle testate LiberoByobluRomaIT, questo gigantesco mosaico è stato lentamente ricomposto, tessera per tessera e appena pubblicato in un volume edito da ByoBlu intitolato “Codice Ratzinger”. Lo scenario che si configura è scioccante, di importanza millenaria, e non è stato smentito da nessuno, nemmeno dal Santo Padre Benedetto XVI in persona. 

Il Codice Ratzinger

Secondo la ricostruzione, papa Benedetto, costretto a togliersi di mezzo dai poteri globalisti e dal Gruppo di San Gallo che, per ammissione del card. Danneels, sosteneva il card. Bergoglio, nel 2013 non ha affatto abdicato, ma ha “messo alla prova” i suoi nemici con una candida, sincera dichiarazione in cui, rinunciando all’esercizio del potere, si ritirava in sede impedita, uno status canonico dove il papa è prigioniero e impossibilitato a comunicare liberamente. Così, egli è rimasto il papa a tutti gli effetti, benché contemplativo e privato della facoltà di governare, e i suoi nemici, agguantando il primo atto che parlasse di “rinuncia”, si sono scismati e annullati da soli convocando un conclave nullo a papa né morto, né abdicatario. Un conclave invalido che mai potrebbe essere sanato dalla Universalis Ecclesiae Adhaesio, l’accettazione pacifica universale da parte della Chiesa.

Si svelerebbe così il mistero del doppio papato che tanto ha fatto discutere: “una sorta di ministero allargato” fra due papi, sì, ma uno legittimo-contemplativo (Benedetto XVI) e l’altro illegittimo-attivo (Bergoglio). Per distinguersi dall’illegittimo, Benedetto sarebbe, dunque, l’”emerito”, da intendersi non come “il papa in pensione” (giuridicamente impossibile e, infatti, inesistente), ma come il “degno”, “colui che ha meritato”, che “ha diritto” di essere papa, dal verbo emereo.

Si capirebbe anche il perché di queste strane dichiarazioni di papa Benedetto, ormai note come “codice Ratzinger” e certificate persino da specialisti di rango universitario: essendo in sede impedita, papa Benedetto non può esprimersi liberamente e deve ricorrere a sottili escamotage logici per spiegare la verità canonica.

Attraverso la sua sottile forma di comunicazione logica, il “Codice Ratzinger”, il papa ci riconcilia con il Logos, la ragione che svela la verità, e fa comprendere la sua situazione canonica che avrà effetti dirompenti. Infatti, se Bergoglio è antipapa e dopo di lui si andrà ad un conclave con i cardinali di nomina antipapale, verrà eletto un altro antipapa.

La Chiesa canonica, visibile, quella che conosciamo, potrebbe quindi scomparire per sempre, a meno di non prendere consapevolezza, per tempo, del piano escatologico di Benedetto XVI.

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